Il primo vero passo che devi compiere per ripartire dopo il lockdown

Il primo vero passo che devi compiere per ripartire dopo il lockdown
Ripartire dopo il lockdown

Ormai i telegiornali e le radio non parlano altro da mesi:

quanti sono i contagi, quante le persone guarite, quanti sono stati i morti, a chi dare la colpa dell’arrivo del virus in Italia, se riapre e quando riaprirà il campionato di calcio di Serie A…

Ma nessuno parla di quante aziende sta distruggendo questo maledetto Covid-19, o meglio tutto ciò che non viene fatto per salvarle!

    • Quante sono le aziende che, da metà marzo, sono rimaste chiuse?
    • Quante imprese non possono riaprire perché le regole attuali nazionali e regionali hanno imposto altre limitazioni (e i loro cantieri avrebbero potuto riaprire già il 04 maggio)?
    • Quanti imprenditori possono far ripartire i loro cantieri ma la burocrazia li sta frenando?
    • Quante aziende più fortunate hanno ripreso a svolgere lavori e servizi, ma ad un ritmo a dir poco ridicolo?

(e non sto parlando che le aziende non sono in sicurezza perché tante di esse si sono mosse per tempo per adeguarsi alle nuove direttive di tutela dei luoghi di lavoro)

Se questi sono gli effetti della riapertura, quali conseguenze avremo nei mesi successivi?

Tante promesse da marinaio fatte dal Governo: “nessuno perderà lavoro”… sé… sé, come no!

Per non parlare degli aiuti finanziari e dei sostegni che a molte imprese (e ai loro lavoratori) non sono ancora arrivati.

Quello poi che mi lascia perplesso è che molte persone ancora sperano nell’aiuto dall’alto!

Per non parlare di tante aziende che operano nel settore degli appalti e si affidano ad “associazioni di categoria” o altri tipi di aggregazioni che sono inermi davanti a tutto questo.

Un anno fa avevo deciso di creare un vero movimento rivoluzionario negli appalti, quando ho scritto il mio primo libro “Il Risiko degli Appalti”, ed oggi sono ancora più deciso a trasformare le imprese appaltatrici in vere macchine che vincono appalti in modo sano e ricorrente!

Se stai leggendo vuol dire che anche tu ne fai parte o conosci qualche imprenditore che vorrebbe cambiare le sorti della sua impresa, ma non sa come fare.

La situazione che vedo ormai da quando è nato l’ultimo Codice degli Appalti è che la maggior parte degli imprenditori chiede trasparenza, gare aperte a tutti, la possibilità di partecipare anche se non hai personalmente i requisiti tramite avvalimenti e consorzi.

Poi preferisce partecipare a gare in cui il criterio di aggiudicazione è il “minor prezzo”- vale a dire che per vincere un’appalto devi affidarti esclusivamente sulla fortuna di un numerello come si fa quando si gioca al superenalotto o al gratta-e-vinci.

Infine preferisce la possibilità di “aggiustare” tramite il soccorso istruttorio la documentazione amministrativa che si produce durante la gara, qualora non è stata creata in maniera corretta, secondo il disciplinare, per dare la possibilità a tutte le aziende di non essere escluse.

Tutto questo modo di fare quindi ha permesso a “cani e porci” di partecipare agli appalti, creando una forte concorrenza (che di norma se fosse sana vorrebbe dire che è positiva) ma altamente artefatta, infatti oggi ditte nate dal nulla possono gareggiare al pari di aziende storiche e consolidate.

 Ed ora, La semplificazione delle procedure per aggiudicare i cantieri edili (e in generale in tutte le forme di appalto) non farà altro che sbattere la porta in faccia a tutti gli imprenditori che sostengono queste ultime regole ed agevolazioni!

Infatti, il nuovo pacchetto di norme, come spiegato da una nota del Ministero delle Infrastrutture “…mirerà a regolamentare tutte le fasi di realizzazione di un’opera pubblica, da quella iniziale di progettualità al momento conclusivo del collaudo.

L’obiettivo è di addivenire ad una semplificazione generalizzata che ne snellisca tutti i passaggi intermedi.
 
In quest’ottica viene presa in considerazione anche la previsione di una norma straordinaria che riconosca alle stazioni appaltanti alcune facoltà derogatorie”.

… Ed ecco che è arrivato il “cetriolo” per le aziende che sperano ancora in un aiuto!
 
Come farà la tua azienda, già in bilico a causa della chiusura da oltre 2 mesi, ad entrare in un circuito virtuoso ed essere accolta sotto le ali protettive delle Stazioni Appaltanti?

Come riuscirai ad affrontare un mercato che, se sarà clemente, ti lascerà qualche briciola sotto al tavolo, mentre il pane fresco se lo mangeranno gli imprenditori più lungimiranti?

Ti salverai solo se sarai in grado, nell’arco di pochi mesi, di:

    1. Ridurre ai minimi termini gli sprechi aziendali, partendo da una revisione del tuo bilancio aziendale (che non deve essere solo sistemato per pagare meno tasse);
    2. usare quanto risparmierai per reinvestirlo in ristrutturazione aziendale, cambiando finalmente il tuo modello di cattura dei clienti privati e pubblici, anche tramite le gare d’appalto;
    3. sfruttando a tuo favore le debolezze della tua concorrenza diretta ed indiretta, perché non devi fare associazionismo stupido con i tuoi concorrenti ma devi combatterli, se vuoi sopravvivere devi fare così!

Infine tieni presente che mettere mano all’azienda in questo momento può essere un vantaggio non solo competitivo mentre gli altri stanno a guardare, ma anche economico, perché la revisione dei processi aziendali rientra tra le pratiche agevolate di ricerca e sviluppo 4.0, quindi potrai godere anche del credito di imposta!

Quale passo quindi ti resta da fare?

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